Renzo Destini: Meravigliosa vulnerabilità

Renzo Destini: Meravigliosa vulnerabilità

 

remix Patini Teofilo- L'erede ( 1880)

intervention by Bacco Artolini on “L’erede” Patini Teofilo ( 1880)

 

Meravigliosa vulnerabilità

Geometrie ferree, numerologia e simbolismo  sono il telaio della struttura universale. Un telaio riempito e volumizzato da relazioni tra le più piccole parti della materia a livelli in cui inevitabilmente si confonde con l’energia.

In questo disegno dall’estrema perfezione e funzionalità, da qualche parte, esistono delle irregolarità…punti di vulnerabilità, forse generati da varchi che collegano universi costituiti da telai differenti. Ecco quindi che quanto si manifesta in prossimità di questi “errori” provoca letture distorte generate da un linguaggio sovrapposto di differenti alfabeti.

Nel microcosmo umano, la vulnerabilità è un varco verso nuove consapevolezze. Un varco che collega mondi differenti, ma che se aperto senza controllo, oppure forzatamente ostruito, rischia di divenire elemento disturbante e di caos.

Nel nostro percorso subiamo attacchi: attacchi interni, attacchi esterni, attacchi interni provocati da attacchi esterni…la vulnerabilità come si quantifica? E’ forse la risposta emotiva a quanto abbiamo subito, oppure un ripiego rispetto quanto abbiamo paura di subire? In entrambi i casi è indice conoscitivo dell’impronta lasciataci dalle nostre esperienze.

Subiamo colpi che ci modellano come ferro caldo sotto il vesso di un fabbro…ma ci modelliamo in funzione di quanto subiamo o ci modelliamo in funzione della paura di quanto potremmo subire?  Le nostre risposte agli attacchi possono essere veritiere o conseguenza  di una distorsione dovuta ad un mancato controllo della falla universale.

Durante l’operazione di modellamento, costruiamo barriere e fortezze entro le quali ci sentiamo sicuri…una protezione che però può divenire un labirinto nel labirinto. Una distorsione ulteriore della realtà che ci allontana da quei canali che possono condurci a conoscere nuovi alfabeti e aprirci sull’effettiva complessità dell’universo. Rompere quelle barriere è un atto di sincerità verso l’esistente.

Conoscere ed accettare la propria vulnerabilità sviluppa sensibilità, in quanto frutto di una migliore percezione dei limiti e delle sofferenze che ci accomunano e che ci rendono umani.

Visione:

Tra quasar, supernova, pulsar e addensamenti incandescenti, un meraviglioso fiore è trasportato da venti solari e spinte gravitazionali…non ha vergogna di denudarsi dei propri petali persi durante il percorso…un giorno, scoprirà le sue origini grazie alle loro tracce.”

 

Renzo Destini                                                                                                        26-05-19      

 

 

 

 

 

2 Comments
  • Anonimo
    Posted at 10:04h, 28 Maggio Rispondi

    Ho una domanda per Renzo.
    Non trovi che l’universo intero funzioni per modelli, ripetitivi, che ogni giorno compiono il medesimo schema?
    A me sembra di notare, da ciò che osservo ogni giorno, che la natura è fondamentalmente una ripetizione di sé stessa.
    Mi pare che una volta che la natura trova uno schema funzionale, a bassa resistenza, lo fissa e lo rende unico e adatto a tutti, ed esso diventa una ripetizione continua… Nei secoli dei secoli.
    Cosa ne pensi?
    Grazie

    • Bacco Artolini
      Posted at 11:52h, 28 Maggio Rispondi

      Grazie “Someone” , copio-incollo e lo mando per email a Renzo, nel caso in cui risponda te lo copierò quì..Un abbraccio

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