Termina il progetto delle 3 maschere (mitologia digitale)

Termina il progetto delle 3 maschere (mitologia digitale)

Con l’ultima performance “Subsidenza Culturale” organizzata insieme all’associazione Legambiente, il 4 agosto 2018 a Lido di Dante (Ravenna), si conclude questo periodo, che in 2 anni circa ci ha permesso di creare ed investigare i tre personaggi: Giacomino Taurozzi, Icaro Vitruviano e la recente Afrodite Lastrega.

Tre maschere che oltre ad essersi autodescritte attraverso i loro profili e comportamenti social, sono state presentate, sia a Ravenna ( città natale della maggior parte dei componenti del gruppo) sia a Berlino e Sarajevo. Di seguito le diverse performance effettuate:

  •  Ravenna 10.02.17  “Aspettando Afrodite” con Giacomino Taurozzi, Onico Giannetta Andrea Bagnoli ed Ilir Mato ( foto performance).
  • Berlino 26.06.17  “Bacco Artolini Alive” con Giacomino Taurozzi, Onico Giannetta ed il progetto di musica noise Raid over Moscow (foto performance).
  • Berlino 30.06.17  “La notte digitale di Valpurga” con Giacomino Taurozzi, Onico Giannetta, il robot Sim  Gishel e Stefano Pelloni (foto performance).
  • Ravenna 09.08.17  “La morte di Giacomino” con Giacomino Taurozzi (foto performance).
  • Ravenna 18.11.17  ” Cercando la Stella del Mattino” con Icaro Vitruviano, Onico Giannetta e Linda Ricci ( foto performance).
  • Sarajevo 31.05.18  “Afrodite nel suo Nido” con Afrodite Lastrega e Nardina Zubanovic (foto performance).
  • Ravenna 04.08.18  “Subsidenza Culturale” con Afrodite Lastrega e Onico Giannetta. (foto performance).

Entriamo ora nel merito delle tre maschere:

– Giacomino Taurozzi –

L’archetipo del Minotauro ha ispirato la prima fase di ricerca; rivisitando il mito del Minotauro nel labirinto di Creta, in chiave contemporanea, è nata una figura inquietante, oltre che paradossalmente comica: Giacomino Taurozzi.

Il processo di creazione e sviluppo del personaggio si basò sull’idea che, nonostante il mito di Teseo e dell’uccisione del Minotauro nel labirinto raccontasse il contrario, l’archetipo ibrido uomo/animale fosse non solo sopravvissuto e attualissimo, ma che la tecnologia digitale ne stesse potenziando il valore, con il codice binario. La maschera di Giacomino, descriveva un personaggio dal corpo di carne ed essenza informatica, chiuso all’interno di un nuovo labirinto.

la maschera è semplice: sembianze di toro. Inizialmente era ornata da una criniera di foglie ; che risultò d’impiccio e fu persa molto presto, durante le riprese del primo video introduttivo ( video intro: “Aspettando Afrodite”).

L’ indole social che lo contraddistingue è di tipo isterico-vittimistico: tende a mendicare likes con la supplica, il ricatto, il trolling e messaggi spam, enfatizza le emozioni attraverso l’utilizzo di reazioni social esagerate, di shit-posting. L’utilizzo del selfie è ossessivo e privo di sensibilità estetica ( video performance: Aspettando Afrodite)

Giacomino, rappresenta la compulsione umana nel labirinto digitale, affermando una percezione del tempo: retta e sterile. Su questa linea invisibile, il personaggio trascina la vita, mendica complimenti e colleziona ricordi. La sua percezione dell’universo circostante, pertanto, pur essendo legittima, è geometricamente inferiore a quella del personaggio che lo succede, Icaro Vitruviano.


– Icaro Vitruviano –

Il personaggio di Icaro Vitruviano, ispirato dal mito di Icaro e Dedalo nel labirinto Cretese s’arricchisce geometricamente d’un movimento verticale. La sua curiosità, rispetto a Giacomino, è sviluppata, il metodo d’indagine pur essendo ancora duale è raffinato e oramai scientifico.

Figurativamente la maschera ha le sembianze di un toro/maiale bianco e non possiede le corna bovine come la maschera di Giacomino, ma al loro posto antenne piumate di colore rosa. Sulla maschera sono dipinte e descritte formule algebriche e definizioni in codice binario.

(nb: nella mitologia greca, il padre del Minotauro era un bellissimo toro bianco.)

Ma perchè “Vitruviano”?

Contemplando il mito di Icaro e Dedalo, creammo una nostra modesta interpretazione: ipotizzando che il ragazzo non fosse caduto – per errore nel mare.

Proseguimmo con una riflessione simbolica e ipotizzammo che Icaro, raggiunto un certo grado di conoscenza attraverso il metodo scientifico trasmesso dalle generazioni passate ( le ali costruite da Dedalo), abbia intuito un’altro aspetto della Verità, oltre alla luce solare..

Icaro, quindi, raggiunto un alto sviluppo razionale, sacrificava consapevolmente le ali ( il livello raggiunto), per tuffarsi nelle profondità dell’altro emisfero: quello lunare.

Potremmo così descrivere visivamente il suo gesto: Icaro immaginato all’interno d’un cerchio, compiva una virata di 180°, precipitando e collegando il divino con l’umano. Come una figura cristica a braccia aperte, l’Icaro Vitruviano a testa in giù individua l’archetipo del Matto, del tuffatore, del viaggio dell’eroe negli inferi, dell’Angelo Lucifero, del Titano Prometeo, del Messaggero Ermes, dell’ Arcangelo Gabriele, Icaro Vitruviano portava un riflesso luminoso fin dentro la caverna uterina dell’ inconscio. (video intro: Cercando la stella del Mattino)

Il comportamento social di Icaro, non si discosta troppo da quello di Giacomino, seppur con diversa intensità. I post sono più ermetici e ponderati, gli articoli con i quali interagisce e commenta sono impegnati. Il metodo di raccolta like è più raffinato. Non v’è traccia di Selfie compulsivi, ne di shit-posting, predilige l’utilizzo di fotografie simboliche, gestualità specifica  e l’intellectual posting.

Successivamente, continuammo il nostro percorso di ricerca immaginando che nelle profondità del mare Egeo, Icaro incontrasse Afrodite, la voce lunare del cosmo.


– Afrodite Lastrega –

La maschera di Afrodite la Strega fu ispirata ad Afrodite, la dea dell’Amore dell’abbondanza e dell’orgasmo, ma anche all’antica religione egizia che vedeva la stessa idea della “dea madre” sotto forma in Hathor, dea dell’amore, del regno dei morti e della rinascita e alla figura della Madonna, rappresentata nell’insegnamento cattolico come una vergine devota che accoglie il messaggio divino nel suo ventre. (video intro: “Aphrodite in her nest” Sarajevo 2018)

Perchè il nome :Afrodite LaStrega

Dopo le performance di Icaro Vitruviano Immaginammo che, l’altra parte della verità raggiunta dal suo tuffo , quella immersa nel profondo, permettesse il raggiungimento di nuove facoltà; di natura illogica o magica. Afrodite legata al simbolo dell’acqua, era per noi anche portatrice di passione, orgasmo e fuoco.  Acqua e fuoco si legavano così, permanentemente nel suo nome: Afrodite Lastrega. ( video performance: Afrodite burning in Sarajevo 2018)

La maschera, somigliante ad un bovino, richiama l’iconografia di Hathor ( sorella di Iside) rappresentata spesso come mucca con un sole tra le corna. Le antenne piumate di Icaro Vitruviano, si sono fuse in un aureola piumata, in Afrodite Lastrega, che richiama le aureole di luce nell’iconografia rinascimentale della Madonna col bambino.

La maschera è di colore rosso. Sulla superficie sono dipinti motivi floreali e nello specifico sul muso, rappresentati i tre fiori diventati simbolo delle tre fasi di ricerca: il narciso giallo, il giglio bianco ed il tulipano rosso. (video intro: Afrodite Lastrega in Ravenna)

Il temperamento social di Afrodite è mite e distaccato ed il suo utilizzo si limita alla condivisione di materiale promozionale per le sue apparizioni a Sarajevo e Ravenna, pur utilizzando le reazione “cuore” nella comunicazione Facebook.

Con la performance “Subsidenza Culturale” del 4 Agosto 2018 terminava questo ciclo di ricerca ( video performance: Subsidenza Culturale).

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