21 Gen testo: Renzo Destini-delimitazioni
Frammenti del Destino
Delimitazioni
L’essere manifesta dei limiti,
il non-essere è senza limiti.
I limiti dell’essere sono immaginari,
i limiti del non-essere, sono anch’essi immaginari.
Come potrebbe, infatti, l’infinito
essere delimitato?
Eppure ciò accade,
per via dell’immaginazione.
L’immaginazione è il sentiero degli uomini,
ma il parco giochi dei Santi.
Qual è il limite tra te e me?
Dov’è il confine tra il mio esistere ed il tuo?
Se chiudo gli occhi e ti penso,
dimentico me stesso.
Se apro gli occhi e ti guardo,
dimentico me stesso.
Se mi dono a te,
dimentico me stesso.
Ma nella dimensione dell’essere,
una sottile membrana ci rende distanti,
il labirinto neuronale ci rende distanti,
lo spazio che ci separa, ci rende distanti.
La carne è destinata alla putrefazione;
allora esiste?
La mente è destinata alla follia;
allora esiste?
Lo spazio è destinato alla contrazione;
continuerà ad esistere?
Tolta la carne, la mente e lo spazio,
cosa rimane?
Rimaniamo io e te,
uniti nel Ritorno a casa.
L’immaginazione è il sentiero degli uomini,
e gli uomini la chiamano realtà.
Solo i Santi sanno vivere aprendo il cuore,
portando nel mondo una luce di verità.
Solo i Santi riconoscono l’amore,
senza definizione.
Solo i Santi riconoscono l’eterno,
trascendendo la grande finzione.
Prosa
Non siamo Santi…viviamo una vita da uomini e donne. Una vita fatta di limiti e di complicazioni. A
tratti, nelle nostre vite, ci capitano esperienze che ci portano ad aprire il cuore, ma tale apertura
diviene estremamente pericolosa per la sopravvivenza della nostra carne e della nostra mente. Ecco
allora che creiamo i nostri limiti, i nostri confini…limitandoci circoscriviamo un’area altrimenti
indefinibile, che ci porterebbe alla follia.
I Santi hanno oltrepassato questa linea; per tale ragione paiono folli, “scemi”, “stupidi” perché non
agiscono più all’interno di confini immaginari. Loro aprono loro stessi ed il loro cuore per donare al
mondo anche solo un assaggio della realtà che si trova oltre…
Quando il nostro cuore si apre, lo riconosciamo: una folgore che ci attraversa il petto e ci lascia
storditi con la sola volontà di dissolverci e unirci con la vita. Quando ci innamoriamo dell’altro, di
un obiettivo, di una percezione, siamo in grado di assaggiare il divino…la percezione di una realtà
oltre, però, ci spiazza spaventando la nostra carne e la nostra mente…perchè in quella realtà, carne,
mente e spazio non possono esistere. Dobbiamo allora tornare a vivere in una realtà immaginativa
definita da specifiche delimitazioni…perchè non siamo Santi, ma donne e uomini…
RENZO DESTINI
* da email ricevuta in data 26.11.25
** foto in copertina: un contatore a Porto Corsini, Ravenna eseguita da Teo